Testo e foto da: La Rivista di Bellinzona  marzo 2008
 
 
1884: l'assegnazione dell'Officina a Bellinzona
Il risonante sciopero degli addetti alle Officine FFS di Bellinzona ha attirato la pubblica attenzione su questo stabillmento che fa parte integrarzte della storia e della vita della Turrita, alla quale "l'Atelier principale della Gotthardbahn" fu assegnato nel 1884. Ecco la cronaca di una  scelta che si rivelò importantissima per la capitale, la quale é sempre stata apertamente orgogliosa della sua Offìcina: un sentimento confermato dalla  compatta e generosa solidarietà bellinzonese verso i dipendenti che hanno giustamente difeso, con impegno e con energia, le loro professionali  ragioni.
L'assemblea comunale di Bellinzona fa presente al Municipio, nel 1871, il "vantaggio"di ospitare, nell'ambito ferroviario, il previsto "grande Atelier centrale", circa il quale si metteranno nuovamente in risalto, nell'assemblea comunale del 1882, tutti gli "straordinari vantaggi".
La zona scelta per l’erezione dell’Atelier fu, inizialmente, quella di San Paolo alla quale già si accenna nel 1882; nel gennaio del 1883, l’Assemblea comunale vota la proposta di autorizzare il Municipio a trattare con la Ferrovia del Gottardo per ottenere che la sua Officina di riparazioni sia costruita nei pressi di San Paolo, offrendo alla Compagnia ferroviaria un "contributo valutato a franchi 80’000, tenuto calcolo della somma di fr. 50’000 in denaro e della metà del terreno occorribile che Bellinzona si assume di concedere gratuitamente. A tale sussidio si devono aggiungere quello votato dall’assemblea comunale di Arbedo e della concessione dell’altra metà del terreno (20’000 metri quadrati), delle cave di pietre e di sabbia e dei diritti d’acqua, per cui il contributo complessivo per lo stabilimento dell ’Officina nella località di San Paolo non è per certo inferiore ai 120’000 franchi".

In merito a tale proposta si poté leggere, sul "Dovere" del 26 gennaio 1883, questo commento: "Tutto il Cantone deve desiderare che la grave questione dell’Officina sia risolta a favore di Bellinzona. È da deplorare che anche per questa vertenza siasi sollevata gara fra diverse localita del Cantone. Tuttavia nessuno vorrà far voti che, ove la località a cui appartiene non possa essere favorita, l’importante stabilimento non venga nel Ticino e sia dato, puta, ad Altdorf. Speriamo che tanto la Direzione del Gottardo quanto l’Autorita federale che dovrà forse dire una parola sull’argomento, non vorranno obliare l’interesse della Societa ferroviaria stessa che esige imperiosamente che l’Officina di riparazione sia collocata sulla rampa meridionale della grande ferrovia, ove maggiore e il movimento e quindi maggiore il bisogno dell’Officina per il restauro del materiale, nonché le imperiose considerazioni d’ordine politico, che militano tutte a favore della Svizzera italiana, i cui vantaggi sopratutto in una impresa alla quale ha tanto contribuito non possono leggermente esser posti in non cale".

Altdorf voleva a tutti i costi l’Officina e il giornale "Urner Zeitung" scrisse, nel 1883, che "Bellinzona non ha neppure buona acqua potabi1e" e che la zona scelta per l’Atelier è "sottoposta a inondazioni". Per quel che riguardava Giubiasco, pure in gara per ottenere l’Atelier, si affermava che frequenti vi erano i casi di "tifo".

Anche Biasca voleva l’Officina e affida, sempre nel 1883, questa sua intenzione ad un "memoriale", in cui si rileva, in particolare, che il borgo presenta una incontestata superiorità anche "dal lato strategico: circondata da alte e dirupate montagne non e esposta ad essere girata da un esercito di invasione, ed ha dinnanzi a sé la due linee di difesa della Turrita e della Moesa. In seconda linea Biasca vanta abbondanza di forza idraulica e può offrire gratuitamente l’uso di due canali derivati dal fiume Brenno. ln terza linea la qualità dei terreni offerti, al sicuro da ogni inondazione e di fondamento solidissimo, È: ancora una circostanza che milita a suo favore. Né spregevole è una quarta considerazione: quella degli ampi e vasti locali esistenti, nei quali poter dare alloggio e ricovero comodamente ad una numerosa colonia di operai: vantaggio degno di tutta l’attenzione poiche andrebbe congiunto al modico costo dei viveri che pure è una prerogativa di questo Comune. Anche il clima vi è sanissimo; leggere vi sono le imposte; tollerante la popolazione, e dotato il paese di buone e numerose scuole".

Anche Bellinzona affida le sue aspirazioni ad un opuscolo di 21 pagine, di cui, il 23 giugno 1883, si scrive: "E un lavoro bene tessuto e ricamato, nel quale si svolgono sotto tutti i rapporti possibili i vantaggi che presenta Bellinzona per l’inpianto della grande Officina centrale delle riparazioni. Esso fa risaltare:
1° che e conveniente e necessario che l’Officina centrale delle riparazioni si trovi al Sud del Gottardo;
2° che e del pari conveniente e necessario che l’Officina centrale delle riparazioni si trovi connessa alla Stazione di Bellinzona, che è il nodo della rete;
3° che la località a S. Paolo (Arbedo-Bellinzona) risponde a tutte le esigenze tecniche che si fanno desiderare".

Il 25 luglio 1883, l’ingegner Welti della GB giunge nella Turrita con l’incarico di effettuare un "sopralluogo per il preavviso che deve dare il Consiglio federale circa la scelta fra le varie località concorrenti all’onore di avere l’Atelier di riparazione delle macchine e vetture della Societa del Gottardo". ll Welti riparte il medesimo giorno, ossequiato alla stazione da una delegazione comunale.

Nel settembre del l883 tocca al giornale "La Libertà" anticipare le condizioni che sono state poste dalla GB per l’impianto dell’©fficina nella Turrita:
l° Bellinzona da gratuitamente nella localita a San Paolo il terreno occorrente, cioè metri quadrati 60’000. Abbisognandone di più, Bellinzona si obbliga in avvenire a cederne altra porzione pure gratuitamente. La ferrovia non potrà però domandarne oltre il doppio del terreno già originariamente ottenuto.
2° Bellinzona pagherà inoltre 50’000 franchi a fondo perduto.
3° Bellinzona si obbliga alla manutenzione degli attuali ripari ed in genere a fare tutte le opere che fossero necessarie  per difendere l’Atelier contro il fiume Ticino. Istituendosi a tal uopo un consorzio, Bellinzona assumerà a proprio carico quella qualunque quota potesse essere imposta alla ferrovia per l’Officina.
4° Bellinzona dà alla ferrovia il diritto di estrarre dalla Valle di Arbedo l’acqua occorrente per l’©fficina, salvo i diritti dei terzi.
Dovendosi a tal uopo espropriare siffatti diritti, e nel caso che per tale espropriazione occorressero più di fr. Bellinzona ne pagherà l’eccedenza.
5° I figli degli operai residenti in Bellinzona avranno diritto alla istruzione primaria gratuita. Quando sieno annunciati almeno 20 allievi tedeschi Bellinzona provvederà all’ insegnamento in tedesco. Le condizioni della GB sollevano duri commenti; scrive il "Dovere": "Sono pretese, come si vede, onestissime da parte di una Societa che ha già lucrato dal Cantone Ticino una enorme quantità di metri quadrati di beni comunali e patriziali  mentre li ha pagati al Cantone d’Uri senza contare i milioni a fondo perduto e l’esenzione dal dazio di consumo peri suoi materiali! Vuolsì però che in seguito ad una conferenza del sig. Dietler col Municipio di Bellinzona, la Società sia calata a miglior consiglio. E davvero che la sarebbe vergognosa se una Società come questa, stata tenuta in piedi coi milioni del Ticino, dei Cantoni Confederati, della Svizzera e dell’ltalia, volesse proprio fare anche dell’Atelier... una speculazione".

Il "Credente Cattolico" del 28 agosto 1883 pubblica questa notizia: "Si da per sicuro che il Consiglio federale siasi pronunciato in favore di Bellinzona nella leggendaria questione dell’Atelier" (il "Dovere", riportando l’annuncio, dice che il si dell’Esecutivo nazionale sarebbe, tuttavia, solo un primo passo, "dovendo nella scelta definitiva intervenire il Consiglio di amministrazione della Societa del Gottardo").

Arriva poi in citta, il 16 settembre 1883, la Commissione del Consiglio amministrativo della Società del Gottardo per la "scelta definitiva della località per le Officine di riparazione". Ne fanno parte il Dietler, direttore della GB; il colonnello Rieter, presidente del Consiglio di amministrazione; il commendator Massa, direttore delle ferrovie dell’Alta Italia, l’ingegner Clemente Maraini e il consigliere Kiessel, rappresentante della Germania. La Commissione, che alloggia al Grand Hotel di Locarno, si reca, il mattino del 17 settembre, a Biasca, da dove proseguirà per Altdorf, che, si dice, avrebbe dichiarato puramente e semplicemente alla Direzione della Gottharbahn di essere pronto ad assumersi per conto proprio tutte le condizioni
da essa Direzione ha imposto a Bellinzona".

Il giornale "Basler Nachrichten" riferisce, lo stesso mese, che le "spese di costruzione dell’Atelier erigendo a Bellinzona o Biasca sarebbero preventivate dalla Direzione della Società del Gottardo in franchi 1’192’000", mentre il "Bund" riferisce, pochi giorni più tardi, che "dopo la nota decisione del Consiglio di amministrazione, la Direzione della Gotthardbahn rivolse alla Municipalità di Bellinzona la domanda se fosse disposta ai mantenere le offerte fatte, il cui termine di scadenza sta per arrivare, fino a che la Direzione stessa si trovasse in grado di risolvere detinitivamente. La Municipalità di Bellinzona rispose essere in linea di massima d’accordo, riservandosi però di inviare a Lucerna uno speciale incaricato, il quale venne infatti spedito nella persona del signor Consigliere nazionale Carlo von Mentlen. Ciò che sia stato combinato fra questo signore e la Direzione, non si sa; è però voce comune a Bellinzona che la Municipalità intende insistere per una notevole diminuzione dei pesi richiesti, specialmente per rapporto alla superficie dei terreni, ai diritti d’acqua ed al sussidio in contanti, appoggiandosi all’uopo sul fatto che l’Officina
secondaria e stata assegnata ad Erstfeld".

Nell’ottobre 1883, il Consiglio di amministrazione della GB, riunito a Lucerna, risolve che l' "Officina principale delle riparazioni deve stabilirsi dal lato sud del Gottardo; la Direzione e autorizzata a scegliere tra Bellinzona e Biasca. A Erstfeld verrà stabilita una officina secondaria".

È a Bellinzona e a Biasca, nel novembre 1883, un ingegner della GB per effettuare "nuovi studi in rapporto specialmente alla forza d’acqua disponibile e necessaria".

Il 29 febbraio 1884 "La Libertà" dà questa notizia: "Sappiamo da fonte certa - quantunque officialmente nulla ci sia stato comunicato - che ieri tra la Direzione della Società del Gottardo e i delegati della Municipalità di Bellinzona in Lucerna furono firmati i preliminari per una convenzione circa l’impianto dell’Officina centrale di riparazioni nella località cosi detta al Persico e situata al Nord di Bellinzona".

ll 9 marzo 1884, lassemblea comunale di Bellinzona adotta la convenzione stipulata tra lingegner Dietler della Ferrovia del Gottardo e i delegati comunali avvocato Stefano Gabuzzi, dottor Luigi Colombi e ingegner Fulgenzio Bonzanigo per la "costruzione dellOfficina principale di riparazioni della Ferrovia del Gottardo nella località detta al Persico presso Bellinzona". La convenzione garantisce, in particolare, alla GB il diritto di "occupare il terreno necessario (circa 80000 m2) tanto per le prime costruzioni quanto per la sorveglianza, la manutenzione, la rinnovazione ed eventuale ampliamento della presa, del canale e del serbatoio dellacqua, che potrebbe essere usata per il funzionamento delle macchine lo per altri usi di qualsiasi specie nellOffiicina. ll Comune di Bellinzona si obbliga, da parte sua, a provvedere con lavori di completamento alle opere di riparo al Ticino, poste sul suo territorio, ed in caso di distruzione, con nuove opere di difesa, in modo da assicurare tutte le dipendenze dellOfficina contro le inondazioni, senza che possa perciò pretendere alcun indennizzo da parte della Ferrovia del Gottardo".
Il 28 marzo 1884, la direzione della GB decide, all’unanimità che l’Officina principale deve sorgere a Bellinzona.

Nella sua seduta mattutina del successivo 31 marzo, il Municipio di Bellinzona, "ritenendo conveniente che un avvenimento di tale importanza per il Cantone e Comuni e Distretto di Bellinzona non passi inosservato, ma venga segnalato e partecipato dalla popolazione anche con qualche segno esteriore di pubblica esultanza, a maggioranza risolve di chiedere al Consiglio di Stato l'autorizzazione di poter dare dal castello di San Michele il tradizionale saluto federale con 22 colpi di cannone mercoledì prossimo in quell’ora che un telegramma da Lucerna avviserà  compiuta  la  formalità
dello scambio delle  firme". L'autorizzazione  statale  sarà  concessa e avverrà lo "scambio delle firme", presenti, per Bellinzona, Luigi Colombi e Fulgenzio Bonzanigo, il quale sara ricordato come l’artefice dell’ "arrivo dell’ Officina a Bellinzona".

La Civica suona, tra la generale esultanza, la marcia "Grand Atelier", composta per loccasione dal maestro Lodovico Mattei e l Officina entra cosi a far parte, anche se non ancora costruita, della vita della città: il 15 dicembre 1884, viene messo in vendita, allasta, il fondo di 44000 m2 di proprietà dellavvocato Benigno Antognini in "immediata vicinanza della progettata Officina di riparazione della Ferrovia del Gottardo".
Le prime foto dell'Officina
L'Officina (giá FFS) nel 1919
L'officina della Gotthardbahn
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Salutata da 22 colpi di cannone